Le Rocche d'Ovrano - 30 ettari di Vigneti nel cuore del Monferrato
UN PO' DI STORIA.....
La Vite (Vitis vinifera) cresceva già in forma spontanea, così come lo dimostrano diversi ritrovamenti archeologici 300.000 anni fa anche se le primissime popolazioni che hanno iniziato la coltivazione sono state quelle Armene e Gerogiane 8.000 anni a.c. In quegli stessi anni la coltura ha iniziato la sua migrazione verso est, coltivata dalle popolazioni Asiatiche e cinesi mentre la migrazione verso ovest inizia solo a partire dal VII secolo ad opera dei greci. Ma il merito della diffusione della vite spetta ai Romani che ne imposero la coltivazione in tutti i territori conquistati tant'è che Plinio il Vecchio nella sua "Naturalis Historia" fu il primo uomo a realizzare una "guida" dei vini, e dei vitigni, e delle zone di coltivazione.Ai Galli spetta il doppio merito di aver inventato le botti che consentivano l'invecchiamento ed il trasporto del vino e la selezione di vitigni resistenti al freddo che hanno fatto grande la Borgogna.Con le dominazioni barbariche la produzione di vino viene mantenuta viva solo dai monaci cristiani per rifiorire con l'Impero di Carlo Magno fino a raggiungere il suo massimo nel periodo feudale.Si deve invece attendere sino al 1850 per far la conoscenza dei primi nemici del vigneto: l'oidio che verrà controllato con l'impiego dello zolfo solo 10 anni dopo e la filossera, parassita animale che ha sconvolto e rivoluzionato le tecniche di coltivazione fino a quel punto utilizzate; si è reso infatti obbligatorio l'uso di varietà di vite (marze) innestate su portinnesto (piede o talea) americano, l'unico resistente a tale parassita. Inizia così la coltivazione moderna nel vigneto, quella che, se con pur minime variazioni imposte dalla meccanizzazione, ci ha accompagnato fino ai giorni nostri.
Ambiente, Territorio, e Tecniche di Coltivazione....
L'Europa è la regione che può vantare nei secoli la più forte tradizione vitivinicola. Prima in Grecia e, da lì, in Italia, in Francia, ma anche in Spagna e in Portogallo, la vite ha trovato felice dimora diventando nei secoli parte della storia, della cultura e delle tradizioni di questi Paesi.
Le migrazioni hanno poi portato questa tradizione oltre oceano generando nuove importanti realtà sia al Nord che nel centro - sud America; ma anche Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa.
"Il buon vino nasce in vigna" suona un detto antico tra i viticoltori. E in effetti non c'è uomo, macchina o additivo che possa rendere un vino migliore rispetto alla qualità dell'uva raccolta.
E' in campagna, quindi, che si produce il vino, ancor prima che in cantina. A giocare un ruolo fondamentale è quello che i francesi hanno felicemente definito "TERROIR", il termine che hanno esportato in tutto il mondo.
Il Terroir è un insieme di fattori geografici, climatici, geologici e biologici unici e irripetibili.
Per portare le uve a un  giusto grado di maturazione, la vite ha bisogno di un clima temperato; ha bisogno di luce e sole ( 1.300 - 1.500 ore annue) e di acqua ( 650 - 750 millimetri di piogge annue). A comandare il clima è madre natura ma l'uomo può intervenire parzialmente modellando in base alle proprie esigenze la coltura: inerbimento del terreno, distanze di impianto, forme di allevamento, sfogliatura delle viti per far penetrare il sole, consentono di sfruttare al meglio i fattori climatici. Ogni terreno conferisce al vitigno, e di conseguenza al vino peculiarità diverse che vanno a confondersi con le caratteristiche del vitigno impiantato.